Ciao a tutte, oggi post un po' lungo ma vorrei confrontarmi e capire dove sbaglio e come potrei migliorare. Premetto che viviamo in una plurifamiliare con i miei cognati, quindi siamo a strettissimo contatto con loro e aggiungo anche che con i turni di lavoro di mio marito le nostre giornate iniziano tardi, intorno alle 13.
Ho scoperto di essere incinta a 7 settimane, pochi giorni dopo la morte di mio suocero. È stato un momento molto difficile, nel primo trimestre sono stata anche molto male fisicamente e per un paio di mesi non sono stata in grado di occuparmi della casa, zero totale. Mio marito mi ha supportata togliendomi i compiti essenziali (lavatrici e pasti) mentre il resto è rimasto abbandonato. Sono riuscita a riprendere in mano la situazione attorno al 5 mese (ora sono di 27 settimane) ma tutt'ora ho delle cose arretrate per le quali non ho proprio energia (esempio, il mio armadio specialmente non ha più una logica, dovrei svuotarlo completamente e ripiegare tutti i vestiti che ora sono letteralmente accartocciati tranne quelli sulle grucce, stessa cosa per alcuni pensili della cucina o tutti i cambi del letto). Ripeto, le mie giornate iniziano molto tardi, ci svegliamo intorno a mezzogiorno e andiamo a dormire la mattina verso le 3 o le 4 di notte. Questo non mi permette di dedicare tempo ai miei cognati, che sostanzialmente quando io mi sveglio sono in piedi già da 7 ore almeno. In più sono diventata veramente lenta nei compiti giornalieri e quello che prima riuscivo a fare in 1 ora adesso mi richiede almeno il doppio del tempo. Ripeto, i miei cognati vivono attaccati alla mia porta. Io non riesco più a prepararmi, vestirmi, andare da loro un paio d' ore al giorno e poi ritrovarmi tutto da fare alla sera. Per questo sono praticamente "sparita" ma, al contrario, non disdegnerei una visita da parte loro. Cosa che non avviene e mi rendo conto di essere rimasta esclusa. Preciso che non vivo in Italia, non ho la mia famiglia vicino. Con questi cognati e gli altri abbiamo un gruppo whatsapp dove loro, ovviamente, scrivono in arabo. Io ancora dopo 2 anni non riesco a padroneggiare la lingua, leggere e scrivere è praticamente fuori discussione. Utilizzo un' app di traduzione tuttavia quando si organizza una serata o un incontro credo sia rispettoso nei miei confronti parlare una lingua che comprendo. Non è stato il caso di oggi. È stato organizzato un pranzo al ristorante, il venerdì è l'unico giorno della settimana in cui mio marito lavora di mattina quindi lui non ci sarà, e nonostante sul gruppo tramite traduzione io abbia capito perfettamente che ero inclusa nessuno e dico nessuno si è degnato di venirmi a parlare direttamente. O di venirmi a bussare alla porta. Vorrei precisare che qui ci sono 40° ormai da Giugno e forse è anche per questo che mi sento più debole di come dovrei (a breve dovrò fare delle analisi sotto consiglio della mia ostetrica perché ci sono rare occasioni in cui proprio non mi alzo dal letto) e che probabilmente uno sforzo in più da parte mia nei loro confronti sia doveroso. Ad oggi li incontro una volta a settimana, per quasi tutta la giornata, prima ci si vedeva molto di più. Però mi chiedo.. non dovrebbero essere anche loro a venire a bussare alla mia porta?? A "preoccuparsi" che io riceva i loro messaggi quanto meno ??
Non so. A voi come sembra questa situazione?
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