mi chiamo Maria e ho 43 anni; premetto intanto che vengo da un aborto interno lo scorso giugno alla 7 settimana; con sorpresa scopro lo scorso 28 dicembre di essere incinta (ultimo ciclo 28 novembre con ciclo regolare di 28 giorni). Faccio le prime beta il 30 dicembre (4+4) ed erano 755, le ripeto il 2 gennaio (5+0) 1885, il ginecologo mi dice che vanno bene e mi consiglia di prendere la cardioaspirina e il Progeffik 2 al giorno per via vaginale. Il controllo ecografico avevamo stabilito con il ginecologo di farlo verso l'8 settimana. Se nonché ieri 12 gennaio a 6+3, ho delle perdite di sangue, poche e marrone scuro (come se fosse vecchio). Vado al pronto soccorso, dove mi fanno un ecografia e trovano la camera gestazionale con piccolo polo embrionario di 2 mm, no attività cardiaca, lieve disaccollamento del trofoblasto di 34 mm. Quindi minaccia di aborto. Mi hanno consigliato riposo e di continuare con il progesterone, confermato anche dal mio ginecologo. Chiaramente, sono un po' demoralizzata, mi hanno spiegato che in genere questi lievi disaccollamenti si riassorbono facilmente. Pero' quello che mi ha anche notevolmente preoccupata è la grandezza dell'embrione, che a mio parere a 6+3 è piccolo, rispetto alle tabelle con i valori che trovo su internet. Vorrei sapere se il disaccollamento è preoccupante e se con un embrione di 2 mm, ci sono possibilità che questa gravidanza possa progredire.
Grazie mille
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