Ciao! Più di qualcuna già saprà la mia storia, per le altre spiego brevemente.
Io mio marito, nel maggio 2016 decidiamo di convivere, poi a giugno iniziamo la nostra caccia alla cicogna e a febbraio 2017 lui mi fa la proposta di matrimonio con tanto di anello.
Per motivi lavorativi lui entra in depressione da aprile 2017 a ottobre ma non rinuncia alla cicogna, a gennaio faccio un test dopo sei giorni di ritardo e risulta positivo in mezzo secondo. Purtroppo in quel periodo ci sono problemi familiari e lavorativi che ci allontanano, ma io gli annuncio che a settembre saremmo diventati genitori. Lui per la felicità ma incredulo reagisce all'opposto, cioè mettendo in dubbio l'arrivo di questo bimbo dal momento che ormai aveva perso le speranze. Alla fine realizza che non è un sogno ma la realtà soprattutto quando alla prima ecografia sente il battito del suo cuoricino. Il 7 aprile decidiamo di sposarci lo stesso anche se ero incinta di 5 mesi. Volevamo che nostro figlio partecipasse ma che fosse prima della sua nascita.
Ricordo la paura costante di perdere questo bimbo tanto cercato,la paura che un'ecografia o un esame andasse male e poi il desiderio immenso di poterlo stringere tra le braccia. Ricordo i giorni passati a comperare il lettino, i vestitini e ogni altra cosa immaginandomi quel bimbo che portavo dentro di me come sarebbe stato e come ci avrebbe cambiato la vita, le caviglie gonfie e il mal di schiena, le notti degli utlimi mesi passate a sentire ogni suo calcetto e ogni suo movimento e poi quel giorno tanto atteso cominciato alle 4 di mattina con contrazioni fortissime e l'ostetrica mi disse "il bimbo ha il viso rivolto verso l'esterno e la sua nuca batte sulla tua schiena,per questo senti il doppio del male" , per non parlare di quando alle 12:55 è nato il nostro bimbo proprio come volevo io, senza epidurale. Ricordo i quattro giorni in ospedale dove non sapevo nemmeno io come comportarmi con quest'esserino minuscolo e ricordo il male dei punti che pur di stare con il mio bimbo non era un ostacolo. Ricordo il rientro a casa pensando che ero uscita dalla porta con mio figlio ancora in pancia e quel giorno ero ritornata a casa con lui tra le braccia.
Adesso lo guardo a distanza di tre mesi, guardo i suoi sorrisi e i suoi occhioni,penso a questo Natale che sarà il primo da mamma e sento una forte nostalgia di tutti i momenti passati in gravidanza e nelle primissime settimane post parto, se potessi rivivrei nuovamente tutti quei momenti ma purtroppo non è possibile e allora qualche volta alla sera mi scappa una lacrima. Qualcuna è nella mia situazione?
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