Vai ai contenuti principali

Il contenuto del post è stato nascosto

Per sbloccare il contenuto, clicca qui

Francesca
Sposa Novella Settembre 2020 Salerno

Sposarsi fuori dal proprio comune dopo il Covid

Francesca, il 3 Aprile 2020 alle 09:01 Pubblicato in Cerimonia nuziale 0 7
Buondí colleghe, oggi sono andata in ansia per una possibilità che il mio cervello ha deciso di iniziare a valutare stanotte alle quattro del mattino: è possibile che, dopo che l'emergenza del Covid sarà passata (ma il rischio di ricaduta sarà sempre presente), non sia più possibile sposarsi in una chiesa fuori dal proprio comune?
Pensate che sia una possibilità reale o è solo la mia fervida immaginazione?

7 Risposte

Ultime attività da Emanuela, il 23 Aprile 2020 alle 01:18
  • Emanuela
    Sposa Novella Settembre 2021 Napoli
    Emanuela ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Io mi sposo in un altro paesino della campania fuori dal mio comune di appartenenza quindi figurati non sei pazza. Io l'Ho fatto per sposarmi di domenica


    • Rispondi
  • Veronica
    Sposa VIP Ottobre 2020 Cosenza
    Veronica ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Questo è un problema che mi sono posta anche io che dovrò cambiare regione proprio e anche alcuni invitati e per questo sto spostando a settembre ma se ancora non sarà possibile io ci rinuncio. Sto già rimandando il matrimonio, non lo rimanderò una seconda volta.
    • Rispondi
  • Francesca
    Sposa Novella Settembre 2020 Salerno
    Francesca ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Visualizza messaggio citato
    Grazie, non avevo letto il tuo secondo messaggio... Baci 😘
    • Rispondi
  • Maria
    Sposa VIP Ottobre 2021 Caserta
    Maria ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Visualizza messaggio citato
    Appunto se in piena emergenza ti fanno mettere sulla giustifica l'indirizzo (leggi verso la fine) non credo che il dopo ci obbligano a farti sposare nel comune... Vedremo intanto io sono serena e tranquilla so che nella storia della mia vita sarò una spisa ai tempi del Covid 19... Mia nonna lo fu della Spagnola... Coincidenze che tornano... Un abbraccio.
    • Rispondi
  • Maria
    Sposa VIP Ottobre 2021 Caserta
    Maria ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Attualmente glivsposi sulla giustifica devono mettere Chiesa, orario e indirizzo quindi non penso che ci sia obbligo nel comune... Baciiii
    • Rispondi
  • Francesca
    Sposa Novella Settembre 2020 Salerno
    Francesca ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Visualizza messaggio citato
    Ti ringrazio ma io parlo del post emergenza, ovvero del periodo dal 01/08 in poi, fino al giorno in cui ci sarà un vaccino di massa a disposizione (circa altri 18 mesi)
    • Rispondi
  • Maria
    Sposa VIP Ottobre 2021 Caserta
    Maria ·
    • Segnala
    • Nascondi contenuto
    Hiesa della Consolata, Torino (ANSA)CHIESACovid-19: nota del Viminale su accesso alle chiese e Settimana SantaLa preghiera individuale in chiesa, le modalità di partecipazione ai riti della Settimana Santa e la possibilità di celebrare matrimoni in tempo di pandemia. Ai vescovi italiani e ai quesiti di tanti fedeli risponde il Ministero dell’Interno con una Nota

    Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

    La Segreteria generale della Cei, Conferenza Episcopale Italiana, rappresentando la posizione della Chiesa e il disagio di molti fedeli che si sono visti limitare la possibilità di recarsi a pregare in Chiesa, a più riprese ha posto alcuni quesiti al Ministero dell’Interno italiano relativi in particolare alla possibilità di raggiungere le chiese, alle modalità di partecipazione alle celebrazioni della Settimana Santa e allo svolgimento dei matrimoni che siano in Comune o in chiesa. A questi interrogativi il Viminale ha risposto con una Nota, inviata alle Prefetture, la Direzione centrale degli Affari dei Culti del Ministero dell'Interno. Importante la premessa relativa alla natura delle misure disposte per il contenimento e la gestione della pandemia che - sottolinea il documento – “comportano la limitazione di diversi diritti costituzionali, primo fra tutti la libertà di movimento, e vanno a determinare importanti ricadute in una molteplicità di settore, dalla mobilità al lavoro, alle attività produttive, interessando anche l'esercizio delle attività di culto”. Le norme, dunque, si inquadrano nei provvedimenti anti contagio e non prevedono la chiusura delle chiese “salvo eventuale autonoma decisione dell’autorità ecclesiastica”.

    Recarsi in Chiesa per pregare

    Al quesito relativo alla possibilità per il fedele di uscire di casa, munito di autocertificazione, per recarsi a pregare in chiesa, la Nota indica che “è necessario che l'accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazione di necessità e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi".

    Partecipazione alle celebrazioni della Settimana Santa

    Il secondo quesito pone la necessità di sapere se, in occasione della Settimana Santa, per garantire un minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante possa essere assicurata la partecipazione di un diacono, di chi serve all’altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, di due operatori per la trasmissione. Su questo punto, l’Autorità governativa ha ribadito l’obbligatorietà che siano rispettate le misure sanitarie, a partire dalla distanza fisica. Di fatto, quindi, quali disposizioni dare a queste persone per potersi muovere? Fermo restando che per i Riti della Settimana Santa, rileva la Nota, il numero dei partecipanti sarà limitato ai “celebranti, al diacono, al lettore, all'organista, al cantore e agli operatori per la trasmissione”, tutti costoro “avranno un giustificato motivo per recarsi dalla propria abitazione alla sede ove si svolge la celebrazione e, ove coinvolti in controlli o verifiche da parte delle Forze di polizia, attraverso l'esibizione dell'autocertificazione o con dichiarazione rilasciata in questo senso dagli organi accertatori, non incorreranno nella contestazione e nelle relative sanzioni correlate al mancato rispetto delle disposizioni in materia di contenimento dell'epidemia da Covid-19”. Il servizio liturgico, precisa ancora il Ministero dell'Interno, pur non essendo un lavoro, è assimilabile alle “comprovate esigenze lavorative”. Perciò “l'autocertificazione dovrà contenere il giorno e l'ora della celebrazione, oltre che l'indirizzo della chiesa ove la celebrazione si svolge”.

    Matrimoni in Comune e in chiesa in tempi di pandemia

    Il terzo quesito riguarda i matrimoni. La Segreteria generale della Cei chiede perché si permettano matrimoni in Comune e non in chiesa. I matrimoni in chiesa, spiega la Nota, “non sono vietati in sé”. E precisa dunque che “ove il rito si svolga alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni - e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i partecipanti - esso non è da ritenersi tra le fattispecie inibite dall'emanazione delle norme in materia di contenimento dell'attuale diffusione epidemica di Covid-19”.

    • Rispondi

Hai votato . Scrivi un commento con i motivi della tua preferenza 👇

×

Articoli che potrebbero interessarti

Gruppi generali

Ispirazione