
La storia delle fedi nuziali è antichissima: nell’età barbarica le coppie erano solite a scambiarsi un anello per assicurarsi reciproca fedeltà. Il termine “fede” deriva infatti dal latino “fides” cioè fedeltà. Fides era anche il nome della dea romana della lealtà.
Per assistere alla comparsa dell’anello di fidanzamento vero e proprio, bisognerà attendere l’Epoca Romana. Inizialmente veniva indossato solo dai maschi, ma poi venne esteso anche alle donne. La consuetudine di conservare la fede al dito, anche a cerimonia conclusa, si affermò solo dopo il XVI secolo, mentre l’uso di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all’interno dell’anello risale al XVII.
La fede nuziale va indossata all’anulare della mano sinistra e a deciderlo sono due ragioni ben precise.
La prima risale ad un antico rito della Liturgia Cattolica: il celebrante recita la famosa dichiarazione “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…” con le tre dita e si impegna a infilare l’anello nel quarto dito della mano. La seconda è molto più curiosa e risale a un’antica credenza egiziana: dall’anulare passerebbe una piccola arteria nota come vena dell’amore, la quale risale il braccio e arriva direttamente al cuore.
Nonostante le ragioni sopra esposte, la fede si indossa sull’anulare sinistro per motivi di praticità: l’anulare è il dito più debole della mano e di conseguenza il meno utilizzato.
Conoscevate le origini di quest'anello?
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