Una delle prime cose da decidere quando si organizza il matrimonio è se celebrarlo con rito civile o religioso. Per molti la scelta è scontata, se entrambi sono credenti e praticanti, oppure entrambi atei, oppure quando uno o entrambi hanno un divorzio alle spalle. Ecco qualche consiglio per prendere nel migliore dei modi questa importante decisione.
- Il matrimonio religioso è un sacramento e come tale merita rispetto: sarebbe quindi giusto evitare di sposarsi in chiesa perché "fa scena" quando non si è credenti, sarebbe un po' come prendere in giro chi invece crede e considera il matrimonio un patto con Dio.
- Non è vero, o almeno non sempre, che il matrimonio civile sia meno suggestivo: è vero, è molto più breve, le parole usate sono molto più burocratiche e meno romantiche, ma gli sposi possono benissimo personalizzare la cerimonia con letture, poesie, musica e renderla bella come un rito religioso.
- Molte volte, il matrimonio religioso costa di più del matrimonio civile a causa dell'offerta, più o meno libera, da dare in chiesa. C'è da dire però, piccola considerazione personale, che di fronte a tutti i soldi spesi per il matrimonio, che di solito ammontano a parecchie migliaia di euro, l'offerta alla chiesa molte volte non fa la differenza.
- Se i genitori sono religiosi e i futuri sposi no cosa si deve fare? Per come la penso io, la decisione devono prenderla solo i futuri sposi, nessun altro, sposarsi in chiesa solo perché lo vogliono i genitori senza essere credenti non è una grande idea. Da credente e praticante, se un mio futuro figlio fosse ateo preferirei che si sposasse in comune piuttosto che un matrimonio religioso a cui non crede, mi sembrerebbe molto più rispettoso nei confronti di Dio e della Chiesa.
- Se uno dei due è credente e l'altro no? In questo caso, esiste anche il rito misto in cui uno è ateo e l'altro credente, si può chiedere informazioni al parroco. Un'altra scelta è il rito civile, che però per la Chiesa non è valido, quindi il credente sposato civilmente si troverebbe comunque in una situazione di irregolarità nei confronti della Chiesa, da cui sarebbe considerato né più né meno che un convivente.
Ovviamente, quando dico "chiesa" parlo di ogni tipo di matrimonio religioso, quindi anche sinagoga, sala del regno, moschea ecc. a seconda del Dio in cui si crede!
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