Ti sto guardando dormire, bimba mia, bella come il sole. Dormi e intanto muovi quelle guanciotte come se avessi ancora in bocca il seno che ti ha coccolato fino a pochi minuti fa. Come sei piccola fra le mie braccia, eppure già ti vedo grande, rispetto al giorno che ti ho tenuto per la prima volta.
Ti sto guardando e stento a credere come il mio corpo sia stato parte del grande miracolo che è una nuova vita, e ciò mi fa sentire minuscola, a volte impotente, spesso inadeguata.
Ti sto guardando con gli stessi occhi che avevo quando ti accarezzavo dal pancione, ma che ora vedono cose diverse. Anzi vedono le stesse cose in modo diverso. Averti dato alla luce è stato come attraversare una porta invisibile verso un mondo parallelo, tutto sembra uguale eppure tutto è cambiato.
Ti sto guardando, figlia mia, mentre mi cerchi con le tue manine e una smorfia che accenna un pianto, e sento nel profondo la responsabilità di crescere ed educare un altro essere umano. Il senso di colpa per questo povero mondo in cui ti abbiamo catapultato e in cui ti lasceremo un giorno. Il senso di speranza, in un periodo così buio, per un futuro migliore che tu forse contribuirai a creare. Il senso di impotenza davanti ai tuoi pianti e la tua prima febbre post-vaccino, ondate di preoccupazione alternate a pensieri auto-consolatori, "ce la posso fare, ci sono qui io con te, starai bene."
Ti sto guardando e tutto ciò che sei mi obbliga ad affrontare vecchi conflitti sepolti, convinta fino a un attimo prima della tua nascita, che non avrei mai più dovuto riportarli a galla. E invece eccomi qui, a fare i conti con il mio passato, per essere presente e assicurarti un futuro di amore.
Ti sto guardando nel silenzio e sento la pace.
Fotografi garanzie ANFM