La tradizione e gli usi che si tramandano da generazioni sembrano non cedere in questa terra, dove il giorno del matrimonio è ancora oggi un giorno unico per raccogliere intorno a se moltissimi parenti e amici.
In Sicilia il colore dell' abito da sposa nell'800 non era bianco, ad esempio a Terrasini e a Milazzo il vestito era celeste. In generale, come è facile immaginarsi in una terra così vasta, gli usi variavano molto da zona a zona. Nel modicano si usava spargere vino davanti la casa degli sposi, mentre a Mazara del Vallo veniva gettato frumento anzichè riso. Al termine del ricevimento di matrimonio un corteo di amici e parenti "scortava" i novelli sposi a casa, dove la madre di lei preparava il letto nuziale ed aiutava la figlia a svestirsi e sembra che in alcuni casi la madre restasse in quella casa per aiutare la figlia in caso di necessità.
Fino agli anni 80 e inizi degli anni 90 la festa del matrimonio iniziava qualche sera prima del giorno fatidico, gli sposi aprivano la casa agli invitati (ma anche ai semplici curiosi o a conoscenti che comunque non erano stati invitati) per quella che veniva chiamata " a sira re letta".
Una messa in scena di tutto lo sfarzo di cui le famiglie e gli sposi potevano godere, i regali ricevuti venivano messi in mostra, con accanto il biglietto con su scritto il nome di chi aveva fatto quel regalo, il letto fatto con le lenzuola migliori e assolutamente bianche, al centro del letto matrimoniale veniva disposto un cuscino con le fedi nuziali, in alcuni casi il cuscino veniva donato dalla mamma dello sposo.
Per permettere tutto questo era necessario tenere accese tutte le luci della casa, ancora oggi si usa l'espressione "a sira re letta" per indicare un momento in cui tutte le luci di casa sono accese!
Mentre questa tradizione va sempre piu scemando, resta ancora l'abitudine di tenere un tavolo con i regali in bella mostra per chi viene a portare i regali a casa, di solito infatti in Sicilia i doni o le buste vengono dati prima del ricevimento, e agli ospiti si usa offrire dolci o confetti preparati per l'occasione.
Ad oggi un matrimonio in Sicilia, soprattutto nei piccoli centri, viene celebrato, per la maggior parte dei casi, in chiesa, ed è seguito da un lungo ricevimento a cui partecipano parenti ed amici. Per i siciliani non è di buon augurio sposarsi a maggio o ad agosto, la spiegazione potrebbe essere ricercata in Ovidio, illustre personaggio dell'epoca romana, secondo cui i romani commemoravano i loro defunti l'ultimo mese dell'anno, quindi prima a maggio, quando il calendario era di 10 mesi, poi ad agosto, quando furono aggiunti gli altri due, da qui l'uso di evitare questi due mesi.
Inoltre alcuni sposi siciliani scelgono, oltre ai testimoni, i "compari di anello", generalmente una coppia molto vicina agli sposi che si offre di regalare le fedi.
- Fimmina a diciottànni, o la mariti o la scànni - Ragazza a 18 anni o la sposi o l'ammazzi.
- Bona maritata senza soggira e cugnata - Ben maritata è quella sposa che è senza suocera e cognata.
- Quannu lu zitu e la zita si vonnu, li parenti accurdari a forza si hannu - Quando lo sposo e la sposa si vogliono, i parenti accordarsi per forza debbono.
- Lu maritu senza affettu è comu la casa senza tettu - Il marito senza affetto è come la casa senza tetto.
- Cui perdi la mugghieri pri giustizia, nun si chiama curnutu - Chi perde la mogli per via di giustizia non si può qualificare cornuto.
- Cui porta la mugghieri ad ogni festa, nun ci manchirà dogghia di testa - Chi porta la moglie ad ogni festa, certo avrà doglia di testa.
- Bona terra e bona mugghieri portunu all'omu beni - Bona terra e buona moglie portano all'uomo benessere.
- Moggi onesta, tisoru ch'arresta, mogghi trista è peju di la pesta - Moglie onesta, tesoro che resta, moglie trista è peggior della peste.
- Mugghieri di muntagna e maritu di citati - Moglie di montagna e marito cittadino.
- Muggieri e runzinu, pìgghiali di lu vicinu - Moglie e ronzino, pigliali dal vicino.
- Mugghieri superba e maritu gridaci/mai starannu 'npaci - Moglie superba e marito gridone mai godranno unione.
- Lu matrimoniu s'havi a fari o prestu o mai - Il matrimonio si deve far presto o mai.
- Marìta li figghioli cu sò pari pri nun s'aviri un jornu a lamintari - Marita le figliuole con lor pari perchè non s'abbian poi a lamentare.
- Matrimoni e criàti,/nun nni purtati cà sariti gastimati - Matrimoni e servitori non portate perchè sarete detestati.
- Bellu fussi lu maritari, si nun fussi pri l'annacari - Bello sarebbe sposare se non fosse per il cullare.
- Matrimoni tardii orfani primintii - Matrimoni tardivi: orfani prematuri.
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