Premetto subito che sarà un post lungo e vi ringrazio se qualcuno avrà voglia di leggerlo...
Credo che in una coppia che decide di passare la vita insieme sia fondamentale essere d'accordo sul volere o non volere figli. Ho visto coppie sfasciarsi dopo anni insieme per idee diverse in proposito.
Detto questo io e mio marito decidiamo di cercare un figlio subito dopo il matrimonio che purtroppo non arriva subito ma dopo quasi 2 anni e mezzo e un percorso già avviato per la pma (anche se sono rimasta incinta naturalmente). Siamo sempre stati d'accordo sull'avere figli ma non si era mai parlato di quanti, vista anche la difficoltà nell'avere il primo.
Ho avuto una gravidanza difficile e problematica. Ecografia del primo trimestre, test combinato positivo per la trisomia 18 e villocentesi d'urgenza (per fortuna poi risultata negativa). Alla morfologica trovo un medico, scusate il termine ma non saprei come altro definirlo, delinquente! Fa una ecografia alla leggera e mi dice che va tutto bene... Tutto bene un cavolo!! Persino io che non sono un medico guardo il referto e vedo che qualcosa non va, decido di fidarmi del mio istinto e porto l'ecografia alla mia ginecologa privata e a quella del consultorio. Quest'ultima controlla anche i risultati delle analisi per la trombofilia che mi aveva prescritto dopo il test combinato. C'era un ritardo di crescita e il medico della morfologica non mi aveva detto niente! Per lui andava tutto alla grande! Se mi fossi fidata di lui e non del mio istinto la situazione poteva diventare davvero complicata...
Fatto sta che passo alle gravidanze a rischio, cambio l'ospedale dove farmi seguire (a 50 km da casa) e vengo monitorata ogni 2 settimane. Faccio tutto il resto della gravidanza con terapia giornaliera di cardioaspirina, iniezioni di clexane, eutirox per la tiroide e integratori vari. Inoltre avevo anche la flussimetria delle arterie uterine alterata.
Insomma la gravidanza non procede nel migliore dei modi, il bimbo è sempre piccolo per l'epoca gestazionale, non cresce adeguatamente. Vado anche da uno specialista in diagnosi prenatale che non mi esclude patologie scheletriche.
Fatto sta che la gravidanza si conclude con un ricovero d'urgenza per blocco di crescita e parto prematuro a 36 settimane e 10 giorni in terapia intensiva neonatale. Per fortuna il bambino sembra stare benissimo, era solo piccolo perchè per i miei svariati problemi non riusciva a crescere.
Tornati a casa inizia una nuova vita e per fortuna con un bambino bravissimo che mangia, dorme e piange pochissimo. Nonostante questo ero sempre in ansia, soprattutto di notte. Fatto sta che ho una brutta depressione post parto di cui si accorge solo mia mamma che viene da me ad aiutarmi in ogni momento libero. Mio marito putroppo in quel periodo lavorava tantissimo e per i primi due mesi del bambino non era riuscito a prendere neanche mezza giornata di ferie e talvolta aveva impegni anche il fine settimana e la sera (fa 2 lavori).
Puoi avere anche il bambino più bravo del mondo ma i primi mesi sono sempre duri perchè ti impegna h24 tra poppate, cambi pannolini, cambi vestiti, preparazione biberon (non sono riuscita ad allattare al seno), sterilizzazione biberon, lavatrici ecc.
Ai 4 mesi del bambino decido di rientrare a lavoro mezza giornata. Amo mio figlio alla follia ma non sono fatta per fare la mamma casalinga! Ho bisogno dei miei spazi e del mio lavoro.
Adesso ha 14 mesi e credo di aver trovato un buon equibrio tra lavoro (che ho dovuto riprendere a tempo pieno 2 mesi fa) e famiglia.
Mio marito vorrebbe provare ad avere un secondo figlio, io non me la sento assolutamente!
La ricerca del primo figlio ci aveva messo a dura prova e parte dei problemi che ho avuto con la prima gravidanza li avei anche in una eventuale seconda. C'è tutta una parte emotiva che ancora sento di non aver superato e mi rendo conto che forse avrei avuto bisogno di un sostegno psicologico dopo il parto. Ho l'ansia alla sola idea di affrontare un'altra gravidanza del genere, l'ansia delle terapie, di un altro possibile parto prematuro, l'ansia poi di dover ricominciare mesi di nottate in bianco tra biberon e colichette, l'ansia di non riuscire a gestire 2 bambini.
E dall'altra parte l'ansia che non trovarsi d'accordo con il marito su una questione così importante potrebbe allontanarci. Sarà un discorso egoistico ma alla fine siamo noi donne che, indipendentemente dal supporto e dalla collaborazione dei compagni, portiamo avanti la gravidanza, partoriamo, abbiamo gli ormoni a 1000, i disagi del post parto e ci occupiamo dei piccoli nei primi mesi.
Lui vorrebbe provare già da subito considerando che non siamo giovanissimi.
Io credo che un secondo figlio debba essere voluto quanto il primo e in questo momento sento di aver trovato un equilibrio che non voglio sconvolgere. Però ogni tanto quando passo davanti a quella seconda cameretta che abbiamo in casa e adesso è vuota mi prende un po' di tristezza.
Per chi all'inizio pensava che non avrebbe mai voluto un altro figlio, cosa vi ha fatto cambiare idea?
Fotografi garanzie ANFM