Care tutte e cari tutti,
finalmente io e Alvise venerdì abbiamo adempiuto a quella che per molti è una “formalità burocratica” mentre nella mia regione, la Campania, viene trattata come un primo passo, propedeutico al matrimonio, che si è soliti festeggiare.
Talvolta si è così coinvolti nell’organizzazione del matrimonio che si riflette poco su quello che si sta andando a fare (non dico al momento della scelta ma durante), ecco voglio dire che… tenere la mano ad Alvise mentre ascoltavamo le nostre intenzioni rese pubbliche non è stato così banale o puramente formale, tutt’altro! È stato un momento di riflessione, in cui ci siamo guardati e ci siamo scelti ancora una volta, perché “Sì, sì, sì, ci vogliamo sposare!”. E come non gridarlo? Come non festeggiarlo con chi ci ama?
Ecco, dunque, abbiamo festeggiato a casa domenica: mia
sorella/testimone ha conosciuto la mamma del mio compagno e il suo testimone, i
miei paggetti e le mie damigelle hanno giocato insieme (come purtroppo non
accade spesso perché abitano lontano), Costanza ha parlato con la mamma di
Alvise di tutti i libri che ha letto e ha deciso che deve “assolutamente”
averla al tavolo con lei, Dario ha mostrato a tutti le foto del suo periodo di
insegnamento all’università in Uzbekistan, io ho preso in giro lo sposo per la
ricerca dell’abito che ha delegato a me e lui ha preso in giro me per il tempo che
passo qui con voiXD . Due miei cugini sono venuti in Veneto per stare con noi anche
se solo per qualche ora
.
Abbiamo consegnato le partecipazioni alle persone che amiamo.
Io vi auguro di essere felici come lo siamo stati noi in questi giorni, vi auguro tanti festeggiamenti di “pure formalità burocratiche” e soprattutto di non considerare mai superfluo trascorrere del tempo di qualità con famiglia, con amici e quanti amiamo.








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