Un altro sfogo, lo so, ma ripenso ancora alle parole di Enzo Miccio.
La bomboniera non mi è mai piaciuta e mai sarà la "mia tazza di tè". Un oggetto indigesto, che con difficoltà sgomita per farsi spazio nei sovraccarichi ripiani di case sempre più ingombre. Il luccicante gingillino, come si dice dalle mie parti "è trasuto 'e stritto e s'è mise 'e chiatto" . E se talvolta vengono fuori anche cose di artigianato carine ma costose, nella maggior parte dei casi, gli sposi, ai quali comunque va riconosciuta una certa caparbietà e devozione nei confronti dei propri invitati, optano per oggetti apparentemente utili ma più spesso ridondanti, se non, in alcuni casi, aberranti. Il tagliere, l'apribottiglie, il profumatore... cose utilissime, che nella maggior parte dei casi... già possediamo! E allora l'utile dov'è? L'apribottiglie è utile ma chi a casa non ne ha già uno o due?L'oggetto nel momento stesso in cui entra nelle nostre abitazioni, nella maggior parte dei casi, le affolla.Io invece mi sento Burri, sempre pronta al riutiluzzo dei materiali di scarto. Sarò forse un'egoista a lasciare l'ospite senza il prezioso gingillino, a preferire un prodotto tipico, oppure la donazione a un ente benefico, ma almeno sono fedele a me stessa, senza lasciarmi cadere in due vortici: il profumatore e l'albero della vita (ovunque 😳!). Citando Rocky Balboa "Perché puzzava? Casa mia puzzava?!".Vi lascio al mio "trauma sponsale" infantile.

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