Buonasera a tutti ....Il concetto di anima gemella nacque nell’antica Grecia col mito di Ermafrodito, figlio di Hermes e Aphrodite, nel quale si realizzava l’unione degli opposti...a tal proposito Platone narrava una leggenda mitologica nel Simposio che racconta la storia di come l’uomo all’inizio era un essere perfetto con due teste, quattro braccia quattro gambe ed avendo ambedue i sessi non doveva cercare un altro essere per riprodursi; diventato arrogante sfidò gli dei, i quali irritati scagliarono fulmini e divisero l’uomo in due creando un essere a metà con un unico sesso, due braccia e due gambe, in questo modo per riprodursi aveva bisogno di cercare la sua metà combaciante, appunto, l’anima gemella; da allora secondo la leggenda l’uomo passa la sua vita a cercare la parte di se che la completerebbe in tutto, di conseguenza per ognuno di noi esiste una sola persona che è destinata a stare con lei. Quando si trova l’altra metà si ha l’impressione di essersi già incontrati, di conoscersi da sempre, come ritrovare una persona dopo tanto tempo, brividi e sensazioni forti ci prendono, incrociare il suo sguardo e come leggere se stessi in uno specchio, anche le parole non servono.
Altra leggenda legata all'anima gemella ha orgini in Giappone : il filo rosso del destino ( Unmei no akai ito) è una leggenda popolare di origine cinese diffusasi poi in Giappone. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella.Il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.Wei era un uomo che, rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, desiderava sposarsi e avere una grande famiglia; nonostante i suoi sforzi era giunto all'età adulta senza essere riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.Durante un viaggio Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano appoggiato con la schiena a un sacco che stava consultando un libro. Wei chiese all'uomo cosa stesse leggendo; l'anziano rispose di essere il Dio dei matrimoni e, dopo aver guardato il libro, disse a Wei che sua moglie ora era una bimba di tre anni e che avrebbe dovuto attendere altri quattordici anni prima di conoscerla. Wei, deluso dalla risposta, chiese cosa contenesse il sacco; l'uomo rispose che lì dentro c'era del filo rosso che serviva per legare i piedi di mariti e mogli. Quel filo è invisibile e impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a sposarsi indipendentemente dai loro comportamenti o dagli eventi che vivranno. Queste parole non convinsero Wei che, per sentirsi libero di scegliere da solo la donna da sposare, ordinò al suo servo di uccidere la bambina destinata a diventare sua moglie. Il servo pugnalò la bambina ma non la uccise: riuscì soltanto a ferirla alla testa e Wei, dopo quegli eventi, continuò la sua solita vita alla ricerca della moglie.Quattordici anni dopo Wei, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e si sposò con lei. La ragazza portava sempre una pezzuola sulla fronte e Wei, dopo molti anni, le chiese per quale motivo non se la togliesse nemmeno per lavarsi. La donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo e che le rimase una cicatrice sulla fronte; per vergogna la nascondeva con la pezzuola. A quelle parole Wei, ricordandosi dell'incontro con il Dio dei matrimoni e dell'ordine che dette al suo servo, confidò alla donna di essere stato lui a tentare di ucciderla. Una volta che Wei e la moglie furono a conoscenza della storia si amarono più di prima e vissero sereni e felici.
Leggenda ,metafisica o realtà?
Non a caso ,le storie sull'anima gemella attraversano i tempi e arrivano ai giorni nostri,narrate da scrittori contemporanei ,come Massimo gramellini ,che la racconta così:
" L’anima gemella come la si intende di solito è un’anima che ragiona, sente, soffre e gode come te. Viene dalla tua stessa famiglia di anime. Con lei è persino difficile litigare. Appena la incontri, avverti una sensazione rassicurante di affinità. Si diventa subito amici. Ma se ci si mette insieme, la passione dura poco. La natura non prevede che i simili si attraggano. Per una ragione terribile eppure semplicissima, Giò: le anime si incarnano per evolvere, non per farsi dire «brave». Disdegnano le situazioni comode e hanno bisogno di sfide. Quando due anime affini si accoppiano, la voglia di stare al caldo può anche indurle a rimanere insieme per un po’, ma dopo essersi ritemprate a vicenda sentiranno l’impulso irresistibile di staccarsi. In quel caso si dirà che la noia ha ucciso l’amore, ma in realtà la noia non ha ucciso un bel niente: l’amore è un’altra cosa, una tensione d’anime contrastanti. E’ questo che lo distingue dall’amicizia. Passiamo alla seconda serie di anime gemelle: le anime complementari. Queste non vengono dallo stesso ceppo, non hanno lo stesso carattere e nemmeno gli stessi gusti. Però condividono dei valori profondi su cui si può costruire una storia destinata a durare. Sono le coppie meglio assortite. Quelle che mettono su famiglia, fanno figli, accudiscono progetti. Ciascuna delle due anime ha un ruolo autonomo, ma insieme raggiungono un equilibrio che può resistere nel tempo. Oppure spezzarsi quando il cambiamento dell’una non viene bilanciato da un cambiamento corrispettivo dell’altra. Infine esiste la terza specie di anime gemelle: le anime prescelte. Sono anime che hanno fatto un patto antichissimo tra loro. Poniamo che una abbia deciso di conoscere l’esperienza del perdono. Ebbene, la sua prescelta prende l’impegno solenne di vessarla. E di farlo a tal punto da mettere l’altra nelle condizioni di imparare l’arte del perdono. Una situazione folle, se guardata con occhi soltanto umani. Ma se accetti l’idea che ogni anima si incarni in un corpo per evolvere, comprenderai come le regole del gioco obbediscano a criteri non classificabili con le categorie di giusto e sbagliato. Quest’anima prescelta ha il potere di condizionarti l’esistenza: all’inizio con lei ti senti a disagio o in soggezione. Ciascuna delle due è la grande prova dell’altra. Sono storie dolorosissime che spesso finiscono male, anche se forse sarebbe più corretto dire che non finiscono mai. Due anime che si sono scelte generano il massimo dell’amore possibile. Un’energia formidabile, talmente forte che cavalcarla è un’impresa. Sono in pochi a resistere, ma chi riesce a non identificarsi nel dolore che l’altra le provoca ce la può fare. "
Anima gemella, anima complementare, anima prescelta, come ci si trova? come ci si riconosce? E voi,siete sicuri di aver trovato la metà perfetta della vostra mela? Vi va di spiegare il perchè?
Vi abbraccio tutti e vi auguro una dolce notte e tanti bei sogni 
"Non siamo fatti per stare da soli...ma nemmeno per stare con chiunque ..." M.Bisotti.
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