Buongiorno sposine, ho bisogno di un consiglio per una situazione che mi sta logorando.
Convivo con il mio compagno da 3 anni nella casa che ha comprato prima di conoscermi (quindi circa 9 anni fa).
Non ho mai nascosto che questa casa non sia proprio nei miei gusti: è piccola (60 metri quadrati), cucina quasi inesistente, un'unica stanza per ingresso, soggiorno e tavolo da pranzo. L'arredamento non mi piace per niente, però mi ero detta che era solo una cosa temporanea. L'anno scorso abbiamo messo in vendita la casa, sperando di venderla al prezzo più vicino possibile di quanto l'ha comprata (tasso altissimo e prezzo folle). Inaspettatamente, troviamo subito qualcuno che la vuole quasi allo stesso prezzo. All'ultimo, però, il mio compagno si tira indietro e non vuole più nemmeno venderla. Delusa, archivio questa cosa e passano un paio di mesi che il precedente acquirente la vuole ancora, a un prezzo pure maggiore, lui accetta anche se non lo vedo proprio entusiasta. A questo punto inizio io a cercare casa perché non sto lavorando (lavoro stagionale). Fin dall'inizio si rivela un'impresa a causa del mio compagno: pretende un ultimo piano in una zona che non possiamo permetterci (abitiamo al mare), cerco di proporre altre case con le stesse caratteristiche ma più centrali che fronte mare e le boccia sempre tutte. Tutto questo finché non mi sono puntata su una casa molto bella, in cui c'erano tutte le caratteristiche cercate, a un prezzo trattabile. Lo convinco a vederla, c'erano pochissime cose da fare ed era molto luminosa. Io me ne sono innamorata, lui davanti l'agente immobiliare dice che gli piace e vuole parlare di fare un'offerta. Io ero molto contenta! Andiamo a casa e inizia a a dirmi che non gli piace con scuse assurde: le scale del palazzo non vanno bene perché "troppo degli anni 60" (palazzina costruita fine anni 60), il pavimento era storto (assolutamente no), troppi lavori da fare (massimo 6000 €). A questo punto l'ho affrontato perché mi stava solo prendendo in giro: avrei capito se ci fossero state reali motivazioni, ma le scale del condominio non lo sono. Gli ho detto che era abbastanza palese che lui non volesse cambiare casa, che si stava arrampicando sugli specchi con scusanti assurde. Ne è nata una litigata enorme e, a quel punto, lui dice che la casa è sua, i soldi anche, quindi rifiuterà l'offerta per la seconda volta e non vuole più. A quel punto ho capito che l'unico motivo per cui non voleva cambiare casa era volersi tenere la sua, scelta, pagata e arredata da lui (gli ho chiesto, in passato, di cambiare almeno una stanza e la risposta è sempre stata no). Lui nega che sia così ma è abbastanza palese. Ora sono veramente molto delusa, perché sembra che lui ragioni con mio e tuo. Tra 7 mesi ci dovremo sposare e mi aspettavo ben altro dall'uomo con cui avrei dovuto dividere la vita. Nel nostro futuro vedevo una casa nostra, il matrimonio e dei figli. Lui vede solo il suo lavoro, la sua carriera e la sua casa. Lui mi ha accusata di essere infantile e di volerlo costringere a cambiare casa, quando era stato lui a volerla mettere in vendita all'inizio e accettare anche la seconda proposta. Ora sono 2 giorni che non ci parliamo dalla litigata. Cosa avreste fatto al posto mio? Un bacio!
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