Proseguo nel mio intento.
Tra fraintendimenti e successivi chiarimenti, tra chi non sopporta i miei modi asettici e chi ne apprezza la franchezza, vado avanti. Perché? Perché mi diverte. Ed è proprio in virtù di questo fatto che, prima del prossimo approfindimento su tradizioni e galateo, vorrei esprimervi un enorme augurio, che mi piacerebbe fosse anche per tutti voi un imperativo categorico: DIVERTITEVI! Galateo o meno, siate felici e divertiti da questi preparativi, godetevi questo stress, non lasciate che niente e nessuno ve lo tormenti, neanche io. Quindi se doveste leggere questo post e per caso trovare che quanto dico vi turbi: ignoratemi! Andate avanti come la vostra salute mentale richiede, e non farete nulla di sbagliato. Se invece vi rendeste conto che quel che dico vi può essere d’aiuto, vi interessa o semplicemente vi piace, sarò felice d’avervi offerto un minuto di leggerezza.
Detto ciò, bando a queste ciance e smancerie (ho dato il mio massimo nelle precedenti righe, non chiedetemi di più, siate clementi), e andiamo al sodo, a ciò che davvero ci interessa, ovvero l’argomento del giorno: IL CORTEO NUZIALE.
Quello del Corteo Nuziale è un argomento vastissimo, per questo tenterò di condensare tutto in pochi post, perché in poche righe mi risulterebbe impossibile. Non prometto di riuscirci, ma se dovessi dimenticare qualcosa so per certo che molti di voi saranno più che pronti a ricordarmela, e la cosa mi fa estremamente piacere.
Il principio è sempre il punto migliore da cui cominciare, perciò partiamo dall’ingresso.
Ci sono ben quattro ingressi “canonizzati” ed appunto in virtù di ciò ho deciso di affrontarli uno alla volta, in quattro post o forse meno, comunque distintamente.
-INGRESSO CLASSICO (O ALL’INGLESE):
È il più diffuso e conosciuto, lo sposo entra con alla propria sinistra la mamma (o chi per lei lo accompagnerà attraverso la navata) e si posiziona all’altare (accanto a testimoni e prime file di parenti stretti) attendendo la sua sposa. Dopo lo sposo faranno il loro ingresso i paggetti (se ne sono previsti) e solo a uno andranno affidate le fedi nuziali. Per ultima entrerà la sposa (seguita solo da eventuali damigelle adddette allo strascico), alla sinistra del padre o chi per lui la accompagnerà (qualora la sposa fosse provvista di velo con calata l’accomoagnatore glielo porrà sul viso prima dell’entrata), e percorrerà la navata fino a posizionarsi alla sinistra dello sposo. Per logica gli invitati della sposa siederanno in chiesa nelle panche a sinistra e quelli dello sposo in quelle a destra. Una volta giunta all’altare, l’accomoagnatore della sposa ne svelerà il volto, baciandola sulla fronte, e con una simbolica stretta di mano “consegnerà” allo sposo la propria futura moglie; gli sposi potranno salutarsi, evitando rigorosamente il bacio sulla bocca, e di lì avrà inizio il rito del matrimonio. Alla fine della cerimonia, voltandosi verso l’uscita, sposo e sposa saranno naturalmente a parti invertite (per comprenderlo praticamente, provateci!) con la sposa alla destra dello sposo. Queste nuove posizioni dovranno poi rimanere inalterate quando si prenderà posto al ricevimento, e di conseguenza a tal guisa andranno organizzati i tavoli degli invitati. Ma, qualora foste già a conoscenza di questo particolare posizionamento, ve ne siete mai chiesti il perché? Ci sono più scuole di pensiero al riguardo (una delle quali vuole la sposa a sinistra di modo che l’uomo abbia sempre il “braccio buono” libero di poter sguainare la spada per proteggerla in qualsiasi momento, che melodrammatici!) ma personalmente mi piacerebbe raccontarvi la tradizione che trovo più romantica (inscrivendola ovviamente nell’epoca in cui è stata concepita): la sposa, prima che il rito del matrimonio si compia, in realtà sposa non è, quindi non le “spetta” ancora di diritto il posto d’onore, alla destra dello sposo (reminescenza del cristiano “siede alla destra del padre”); a celebrazione ultimata la sposa occuperà NATURALMENTE, senza che debba spostarsi, quel posto d’onore, perché semplicemente voltandosi si troverà esattamente dove deve essere, ormai nel ruolo esatto di chi deve ricoprire quella posizione, che spetta alla persona, alla donna, più importante della vita di quell’uomo all’altare: sua moglie! Cosa ne pensate? Lo trovate, come me, decisamente più romantico della solfa delle spade sguainate e delle pulzelle incapaci di difendersi da sé, per quanto anacronistico? Fatemelo sapere, e prossimamente vi parlerò dei restanti tipi di corteo nuziale.
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