Buongiorno,
Cercherò di essere breve per quanto possibile nel mio racconto. Oggi io 35 anni, lui 41, insieme da quasi 7 anni. Provenienti entrambi da storie lunghe, ci conosciamo e ci innamoriamo. La nostra convivenza non si è mai realmente compiuta in quanto, per questioni logistiche e per il fatto di cercare nel mentre una casa più adatta alle nostre esigenze (viste decine di case), di fatto trascorrevo da lui serate e weekend con quel poco di cui avevo bisogno senza mai sfociare in una reale stabilizzazione da lui. Relazione costernata di alti e bassi, i cui bassi erano principalmente legati a litigi scaturiti da cose oggettivamente stupide e banali che innescavano però “tragedie” in quanto entrambi impulsivi, rigidi, con brutto carattere e abbastanza “prevaricatori”. In generale stesso approccio alla vita, stessi valori e ideali, stessi progetti, hobby condivisi e modo di ragionare simile. Allo stesso tempo alcune diversità come è normale sia in coppia, dettate principalmente da un attaccamento a mio avviso eccessivo alla famiglia e ad alcuni aspetti non totalmente da me condivisi. Detto questo, mesi fa mi chiede di sposarlo, fermiamo la data (giugno 2024), la chiesa, il fotografo, l’abito, la location, corso prematrimoniale, agenzia viaggi. In tutto questo lui che ribadiva il suo amore e la sua contentezza, mi coccolava, diceva di sentire la mia mancanza se ero via per lavoro e diceva che in questa fase come non mai voleva sentirmi vicina. A gennaio litighiamo per una delle suddette cavolate, ne segue una escalation emotiva che ad oggi, se ci penso, reputo folle fino ad arrivare a me che non rispondo a un paio di sue telefonate e messaggi e a lui che poi arriva al punto di voler annullare il matrimonio e lasciarci, con conseguente pseudo crisi da parte sua con pianti e isolamento da tutto e tutti tornando anche a casa dei genitori. Dice di non mangiare (ed in effetti è dimagrito), di non dormire e di non riuscire a lavorare. Ho cercato di parlarci e vederlo ma a parte un paio di occasioni si nega, dice che vuole stare da solo e che ho rovinato tutto con il mio comportamento portando tensioni continue basate su sciocchezze. Io da parte mia, pur assumendomi la responsabilità di aver innescato il litigio, reputo folle e inaccettabile un comportamento del genere poco prima di un matrimonio soprattutto considerando la sua età, i 7 anni di relazione e il fatto che mi avesse chiesto lui di sposarlo. Ribadisco le mie responsabilità, ma vi sembra possibile un comportamento del genere? Aggiungo che in altre 2 occasioni è entrato in queste specie di crisi a seguito di litigi e che in passato è andato dallo psicologo per questioni legate alla paura del dolore e all’ipocondria. Grazie a chi vorrà dare il suo parere
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