Il tuo ragionamento non fa una grinza e sono anche contraria alla convivenza "al posto" del matrimonio, però sinceramente non riesco a non vedere come ingiusto nei confronti di un bambino il non concedergli di diventare cristiano. E' vero tutto quello che dici ed è vero anche che una volta adulto potrà scegliere di farsi battezzare e seguire la religione per conto suo, però anche se questi motivi sono oggettivamente validi mi dispiace per il bambino.
Sono d'accordo con lorenne, vero che le guerre non fanno mai buon sangue, ma quelo che intendevo io è lo stravolgimento dei ritmi, prima lavorava solo una persona oggi sono due e a tempo pieno, spesso lavora di più la donna che l'uomo, non si lavora ad un passo da casa ma a chilometri di distanza, il pranzo si fà fuori e la sera non si nemmeno il tempo di parlare perchè le incombenze familiari sono tantissime....queste piccole realtà quotidiane sono come una malattia cronica di cui non ci accorgiamo che sta danneggiando tutto il sistema...almeno io la vedo cosi...
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Maggio 2014
Roma
Aldo ·
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Concordo sul "maniera diversa", anche perchè pure ai tempi di mia nonna le donne si sbattevano per cercare lavoro andando a zappare nei campi e facendo la sarta (le due cose che faceva mia nonna) per far quadrare il lunario e allo stesso tempo tenere i marmocchi suoi e delle sorelle/fratelli.
Probabilmente il discorso secondo me si è spostato più sull'io, mentre prima era più sul "noi". Siamo più egoisti dei nostri genitori e dei nostri nonni, vogliamo tutto e subito anche perchè possiamo avere tutto e subito cosa che prima non era possibile. Su facebook gira spesso l'immagine dei vecchietti che alla domanda del nipote "come avete fatto a vivere insieme tutto questo tempo?" rispondono "siamo cresciuti in un periodo in cui le cose si aggiustavano e non si buttavano per comprarne di nuove" (o qualcosa di simile).
Noi a livello materiale abbiamo un'abbondanza che fa paura, però penso che ormai viviamo per quell'abbondanza e non usiamo l'abbondanza per vivere.
Comunque il risultato non cambia, a me la cosa che fa veramente paura è quella detta nel corso: "sono 10 anni che teniamo qui il corso e di coppie divorziate ce ne sono state. Vi assicuro questo: nessuna coppia è partita con propositi di lasciarsi o che mettevano in dubbio il loro amore. Tutti si amavano ed erano convinti, tutti avevano le buone intenzioni, però la prova dei fatti non ha fatto reggere la loro unione".
Secondo me invece preoccupazioni in piu ce ne sono eccome. L'instabilità lavorativa, il fatto che la donna non è piu a casa a fare da chioccia ma si deve sbattere per lavorare e crearsi comunque un'indipendenza, la società che corre molto piu di prima, il ritmo di ogni giorno, tutto fa.... tutto rende le cose difficili magari non quanto allora ma in maniera diversa e comunque non facile da gestire. E proprio perchè il cosiddetto 'sistema' è più pressante, sono più pressanti le nostre preoccupazioni di tutti i giorni. Ovviamente senza nulla togliere a tutti coloro che hanno vissuto la guerra e situazioni imparagonabili a quelle di oggi
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Maggio 2014
Roma
Aldo ·
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Te la butto così.... allora se per dei genitori è importante battezzare il figlio, mandarlo a catechismo, insegnarli le preghiere, fargli frequentare l'oratorio o altri gruppi parrocchiali, insomma farlo crescere in pienezza nella vita spirituale adempiendo alla promessa del battesimo, perchè non è altrettanto importante ricevere per loro "la grazia di dio", ossia il sacramento del matrimonio?
Perchè pensare quindi al matrimonio come un sacramento di serie B o di serie C rispetto al battesimo, comunione, confessione, cresima? Sono tutti strumenti che Dio ci ha dato per la nostra salvezza, quindi perchè rifiutare il matrimonio?
Ovviamente non è accettabile la motivazione "per soldi, perchè costa troppo, perchè siamo vecchi etc...." perchè al prete queste cose non interessano, a lui basta solo celebrare una messa ordinaria e all'interno dopo l'omelia prima di procedere con la liturgia eucaristica, celebrare il sacramento del matrimonio.
Quindi per questo quando a qualche sacerdote i genitori divorziati, separati, conviventi, comunque non in "comunione con Dio" in quel momento gli chiedono il battesimo, storcono un po' la bocca, perchè vedono un sacramento di pari dignità degli altri, calpestato e messo in un angoletto.
Il mio parroco è un maestro in provocazioni e ci si diverte spesso, ogni volta che gli capitano questi casi risponde sempre "e chi ve l'ha ordinato di farlo battezzare, il medico?" oppure "ok, datemi una buona ragione per farlo", al fine di farli arrivare a comprendere che tutti i sacramenti sono importanti, e non per rifiutare il battesimo al bambino.
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Maggio 2014
Roma
Aldo ·
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Per la convivenza ho espresso la mia opinione, una breve convivenza per me è anche accettabile proprio per testare alcuni ritmi.
Dove non ti seguo o comunque faccio fatica è su questo punto: che le preoccupazioni moderne siano più pressanti del passato onestamente ci credo poco, perchè quelle che ci sono oggi c'erano 10 anni fa, 20 anni fa, 30 anni fa etc.... ossia problemi al lavoro, problemi con i figli, con i genitori con i suoceri etc.....
Penso invece che noi abbiamo meno preoccupazioni perchè ce ne manca una importantissima: non avendo conosciuto la guerra non viviamo con la preoccupazione della morte improvvisa e della lontananza, con la donna che è a casa e trasale ogni volta che squilla il telefono o le bussano alla porta e l'uomo che è al fronte a combattere per la sua vita tutti i giorni nella speranza che se le cose dovessero andar male lo mandino in prigionia e non lo secchino sul posto.
Anche all'interno della stessa Chiesa ci sono sacerdoti che la pensano diversamente a riguardo, ci sono, diciamo quelli più aperti e quelli più conservatori, alla luce di ciò io sinceramente nn posso nemmeno capire cosa spinge un sacerdote che dovrebbe accogliere le anime a dire no, nn battezzo tuo figlio!
nn è un dogma della Chiesa "non battezzate bambini nati dalla convivenza!" è una posizione che trovo becera, bigotta e anzitempo.
nn ho chiamato in causa nessuna di voi, lo ripeto, condanno l'atteggiamento di chiusura e condanna dei fedeli!
Ok, ora ho capito meglio quello che vuoi dire, cioè che se due genitori per primi non seguono l'esempio cristiano non potrebbero educare il figlio a seguirlo: so bene che nel battesimo i genitori si devono impegnare a crescere il figlio secondo la legge di Cristo, ma credimi, non ci ero minimamente arrivata che il motivo fosse quello, non avevo collegato le due cose, per questo mi chiedevo che "colpa" potesse aver commesso il bambino. Lo trovo però comunque un atteggiamento abbastanza "vecchio" non so se rendo l'idea, perché penso che anche due genitori non sposati possano mandare il figlio a catechismo, insegnargli le preghiere, andare a Messa con lui e fargli fare i sacramenti e frequentare l'oratorio.
Trovo invece assurdo chi fa battezzare il figlio "per tradizione", non voglio offendere la tua amica, ma quello è proprio un insulto al Cristianesimo.
Ma infatti io sono contrarissima sia al non sposare i conviventi, sia al non battezzare i loro figli, contraria al 101%! Il senso della mia risposta, se la leggi bene, è completamente diverso: pur essendo contrarissima a entrambe le cose, immedesimandomi nella testa di un prete un po' old minded, posso capire il non sposare i conviventi (capire, non giustificare) perché lì sono loro i diretti interessati, ma non battezzare il bimbo non lo posso né capire né giustificare perché non è stato lui a commettere quello che secondo la Chiesa è peccato. E' più chiaro adesso?
è normale lo scambio di opinioni..ci sono quelli più vicino ad una posizione e altri no...ma alla fine il topic è fatto anche per questo...l'importante è non esagerare con gli scambi di idee..un bacio a tutte e tutti
Aldo è vero quello che dici che si tende spesso a posticipare una volta che la convivenza è in atto, ma è anche vero che ai nostri giorni le personalità di entrambi spesso fanno fatica a trovare un punto in comune e questo causa la stragrande maggioranza dei divorzi..i ritmi di vita e le preoccupazioni di oggi non sono più quelle di dieci anni fa, cosi quando due vanno a vivere insieme da sposati senza aver prima provato a legare insieme al sentimento la vita di tutti i giorni si rende conto di aver fatto il passo più lungo della gamba...non so se mi sono spiegata...
Bu... sarà che abitiamo in un paesino e il prete conosce me, mio marito e le nostre famiglie da generazioni (noi ci siamo conosciuti nel coro della chiesa!) ma nessuno si é fatto problemi...
Credo cmq che nessun prete si rifiuti di sposarti... ovviamente é facile che ti mettano un po' alla prova per capire le reali motivazioni che spingono alla scelta di sposarsi in Cristo... siamo sincere ragazze: quante persone conoscete che si sposano in Chiesa perché "fa bello" e non perché ci credono???
Si si ho letto, ma oltre a non condividerlo "non capisco" neanche quello!
Sposa Master
Ottobre 2013
Roma
Katia ·
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C'è chi convive semplicemente x motivi economici prima di riuscire ad affrontare le spese di un matrimonio ciò significa che i conviventi sono peccatori che vanno allontanati e nn sono in grado di guidare un bambino nel percorso di crescita cristiano?? Ma fatemi il favore... Chi è senza peccato scagli la prima pietra e ricordiamoci sempre della parabola del figliol prodigo, smettiamola con atteggiamenti beceri e bigotti che allontanano le persone dalla chiesa! Aprite le porte a Cristo ma pure ai Cristiani!!!
Io non condivido nè capisco né l'una né l'altra cosa...se Gesù Cristo tornasse quaggiù sposerebbe i conviventi e battezzerebbe i loro figli, e anche per questo verrebbe nuovamente condannato a morte...ma risusciterebbe ancora!
Perché scusa? Che "colpa" ne ha un bimbo perché gli venga precluso di diventare cristiano?
Pur non essendo d'accordo, capirei di più un prete che si rifiuta di sposare i conviventi.
Sposa Abituale
Maggio 2015
Cuneo
Sama ·
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Si, si, hai pienamente ragione in tutto!
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Maggio 2014
Roma
Aldo ·
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Per i testimoni di nozze ti ha detto qualcosa di "opportuno" ma non obbligatorio.
per la cresima, ovviamente chi la deve ricevere deve essere in "comunione" con Dio e la Chiesa, perciò oltre ad aver ricevuto la comunione e la confessione, non deve essere convivente.
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Maggio 2014
Roma
Aldo ·
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Se capisci la posizione è più semplice, ossia perchè convivere quando puoi sposarti direttamente e stare insieme a lui lo stesso? perchè prendere la via più corta, la via più insicura, la via creata da uomo invece che quella indicata da Dio? etc...etc...etc...
Ci sono altri mille motivi e domande che potresti porti, personalmente anche io non vedo tanto sbagliata un'ottica di (breve) convivenza prima del matrimonio (massimo sei mesi), però sappiamo che in realtà se ci definiamo cristiani, non è questa l'unione benedetta da Dio che rende feconda l'esistenza dell'uomo (da non confondersi con la possibilità di generare figli).
Quindi ai giorni nostri, sentire parlare di convivenza come peccato stona parecchio, però sta tutto nel fondamento del sacramento a cui, ovviamente, i sacerdoti danno la massima priorità su tutto e tutti (feste comprese) mentre l'uomo prima dà la priorità ad altro (periodo di prova, mancanza di soldi per la festa, adesso no perchè ho il raffreddore, domani no perchè devo portare a spasso il cane, e così via...).
Sposa Abituale
Maggio 2015
Cuneo
Sama ·
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Io quando l'ho letto sono rimasta un po' così, e' che convivo (spesso non e' una scelta semplice, io ad esempio l ho fatto per stare vicino a lui, dato che altrimenti avremmo vissuto a 700 km di distanza), anche se posso capire la loro posizione. Ad ogni modo, per la confessione e' successo pure a me, proprio l altro giorno...
No a noi non l'ha chiesto proprio xò qnd dovevo fare la cresima e anche x i testimoni di nozze ha detto solo gente che ha ricevuto ttt i sacramenti, no convivente e no divorziata
Il mio prete invece si è un pò incavolato perche è passato a benedire e noi non eravavamo in casa. Ma lavoriamo!!!!!!!!!!!! Non prendo ferie per la benedizione pasquale!!
Mi sembrerebbe un atteggiamento un po' anacronistico sinceramente non sposare chi convive.... Il passo successivo cos'è... Fare un test di verginità agli sposi?? Ahahahah Scusate non voglio essere offensiva, ma trovo assolutamente inconcepibile questo atteggiamento. Anche perché già il fatto che una coppia convivente voglia sposarsi dovrebbe essere visto da un prete come una bella notizia!! Per quanto riguarda la mia esperienza il nostro parroco non solo sapeva benissimo che convivevano, ma non ci ha mai detto nulla a riguardo. Quando poi siamo andati da lui a dirgli che volevamo sposarci è stato felicissimo e si è emozionato, ma prima non ha mai espresso alcun giudizio in merito alla nostra convivenza ( che fra parentesi rifarei senza ombra di dubbio)